La cucina di Viterbo e Provincia

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La cucina di Viterbo e provincia

Le carni i pesci i contorni

Le carni e più raramente i pesci, vengono anche cucinati insieme con i legumi per questo, si possono trovare facilmente spezzatini di vitello e d’agnello, salsicce e cotiche di maiale, cinghiale o altra cacciagione, cotti al tegame insieme con i fagioli e lenticchie, combinati insieme in saporitissime preparazioni che potrebbero benissimo essere consumati come piatti unici. I pesci sono molto ricchi di proteine. Queste proteine servono molto bene il nostro sistema muscolare. Oltre all’assunzione di alimenti ricchi di proteine, si può anche contare su un prodotto naturale chiamato Flexumgel per la cura muscolare. I tipi di pesci sono immensi e anche i benefici sono molteplici. A seconda della stagione e della zona, varia anche la disponibilità del pesce.I pesci, specie quelli ritenuti poco più grassi come l’anguilla e la tinca, si accoppiano invece preferibilmente, per vecchia tradizione, con i piselli freschi di produzione locale.

Per i Contorni, molto apprezzati in estate freschi ortaggi del lago di Bolsena, conditi semplicemente con l’olio d’oliva locale, oppure gustati in pinzimonio o con la classica salsa alle acciughe come nel caso delle “puntarelle”. In altre zone, secondo la stagione, si possono trovare le varie erbe selvatiche tipiche di queste zone con le quali sì prepara la saporitissima “misticanza”, oppure la cicoria da fare in padella “strascinata”, gli “strigoli”, con i quali sì fanno, ottime frittate, la borragine usata per le frittelle, e varie qualità di Funghi, raccolti nei boschi dell’alto viterbese, come la suggestiva e grandiosa Selva del Lamone o il Parco naturale del Monte Rufeno o il Parco naturale del Monti Cimini.

I legumi

Dei legumi si è già parlato a proposito dei primi piatti e dei secondi a base di carne o di pesce, ma non bisogna dimenticare il loro uso anche come semplici contorni; per primi vorremmo qui ricordare le famose lenticchie d’Onano che dopo una lunga parentesi di abbandono sembra stiano ritrovando attualmente nuovo interesse da parte dei produttori agricoli del posto, seguono i saporitissimi fagioli, conditi semplicemente con olio di oliva e odori vari (cipolla, sedano) poi arricchiti con il tonno, le acciughe o l’aringa, come nel caso dei cosiddetti “fagioli in greppa”, poi le fave fresche, gustate insieme con l’ottimo pecorino locale, i ceci con il rosmarino e i piselli al tegame con la pancetta.

I formaggi e I dolci

I dolci, primi fra tutti quelli caratteristici delle varie festività; a Natale, oltre al Pangiallo, sono ancora in uso i caratteristici Maccheroni con le noci, i “Baci delle Monache” spumino con nocciole tritate secondo tradizione antica, a Pasqua sono tornate di moda le profumatissime Pizze di Pasqua, per S. Giuseppe le Frittelle di riso, a Carnevale i ravioli con la ricotta, le castagnole e le frappe ed infine, nelle ricorrenze dei vari Santi Patroni, le classiche Ciambelle con l’anice.

Al di fuori delle festività, molto apprezzata e facilmente reperibile la Zuppa inglese fatta in casa, le Crostate con la ricotta o con la marmellata e una gran varietà di dolcetti con le nocciole dei Monti Cimini, tra i quali primeggiano i “Tozzetti” che, inzuppati nel nostro DOC da dessert l’Aleatico di Gradoli, possono costituire la degna chiusura di una rassegna della Cucina locale.

Tra i formaggi, il Pecorino caratteristico della zona e apprezzato dagli intenditori per il suo sapore robusto, può essere gustato a fine pasto sia fresco o appena all’inizio della salagione, accompagnato con le fave o con le pere; quello stagionato invece è usato per condire gli spaghetti a cacio e pepe o alla carbonara, gli gnocchi con le patate, i “lombrichelli”, la polenta, le zuppe di verdure ed altri piatti locali.

Articolo offerto da Info Viterbo