Le maschere più richieste

L’uso della maschera a Carnevale è legato alla tradizione del travestimento. Nel 1800 le maschere erano impiegate nei balli e durante i festeggiamenti carnevaleschi. Esse avevano lo scopo principale di celare agli altri l’identità dell’uomo o della donna, autori del travestimento. Quanti inganni si consumarono durante i balli in maschera che a Carnevale si tenevano alla corte di Luigi XVI! Ma le maschere più richieste rimangono quelle classiche.

Un carnevale è un luogo meraviglioso di divertimento governato dalla musica e una varietà di giochi.  Ci sono cose buone da guardare come display di abilità.  Danza, trucco, dramma sono anche una parte vitale dei carnevali.  I viaggiatori sono della vista che i carnevali aiutano a destressing.  Questi non sono semplici luoghi di passaggio del tempo dove si può avere uno sguardo profondo della cultura.

Le maschere della tradizione carnevalesca italiana furono quelle create e rese famose dalla Commedia dell’Arte del ‘500 e definitivamente consacrate nell’immaginario popolare grazie alla commedia comica di Carlo Goldoni nel 1750. Gli attori che davano vita sul palcoscenico alle storie di vita comune non rivestivano una parte, ma animavano personaggi che nel tempo si sono caratterizzati fino a divenire delle vere e proprie maschere, con vizi e virtù.

Da queste illustri e remote origini nasce la maschera di Colombina, la servetta furba e maliziosa. Ha origini veneziane che si possono avvertire nel dialetto in cui si esprime e spesso è in coppia con Arlecchino, anch’egli servo scaltro che cerca sempre di spillare denari ai ricchi signori. Ha sempre fame, ha poca moralità e indossa un buffo vestito costituito da rombi colorati cuciti insieme, mentre il viso è celato da una maschera nera sul viso. Il suo amico di scorribande è Brighella, bergamasco.

Pulcinella, invece, è il simbolo della regione campana. Ha la gobba, un cappello a punta e una maschera con un gran nasone adunco. Indossa un largo pantalone e una casacca bianchi. E’ un personaggio che trova un grande riscontro tra la gente e simboleggia il dolce far niente. Pantalone veneziano, invece, è un mercante brutto e spilorcio. Lo contraddistingue una calzamaglia e una camicia rossi, mentre indossa sempre un mantello nero.

La maschera di importazione che ha avuto più successo è stata sicuramente quella di Pierrot. Arriva dalla Francia ed è un romantico e malinconico suonatore di chitarra, con un grosso lacrimone dipinto sul viso.

Oltre a quelle citate, molte altre maschere della tradizione hanno ispirato e ispirano tuttora i travestimenti di grandi e piccini. Di sicuro i personaggi cinematografici e dei cartoni animati hanno preso, negli ultimi anni il sopravvento, rispetto alle maschere classiche che conservano, però, un loro fascino tutto particolare.