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Storia dell’arte dolciaria

Nell’antichità gli alimenti dolci anche se poco diffusi, erano ugualmente conosciuti, nonostante mancasse, per la loro preparazione, l’elemento base: lo zucchero, che era sostituito dal miele. Lo zucchero conosciuto allora era il prodotto ricavato dalla canna da qui appunto il nome “canna da zucchero”. Questo prodotto veniva coltivato in India e veniva chiamato anche “sale indiano”.

Il danno causato dallo zucchero non è sconosciuto e così tanti sono passati dallo zucchero bianco allo zucchero di canna. Tuttavia lo zucchero di canna fa bene alla salute? Si potrebbe provare qui alcune semplici ricette fatte con zucchero di canna. Ma prima capire cos’è esattamente lo zucchero di canna.

La maggior parte di noi tende ad associare lo zucchero di canna al riso integrale e lo zucchero bianco al riso bianco. Sappiamo tutti che è salutare avere riso integrale rispetto al riso bianco. Anche il pane fatto di grano intero è meglio del pane bianco. Ma questa logica vale anche per lo zucchero?

Lo zucchero di canna è lo zucchero da tavola che viene reso marrone introducendo la melassa di nuovo in esso. Quando lo zucchero viene fatto dalla pianta di canna da zucchero, la melassa viene rimossa da esso . Nella maggior parte dei casi lo zucchero di canna è solo quello zucchero che non è raffinato. In altri casi i produttori reintrodurranno la melassa allo zucchero bianco per renderlo marrone.

Così si può capire che le due varietà di zucchero sono le stesse quando si tratta di loro benefici nutrizionali. A causa della melassa che è presente nello zucchero di canna contiene alcuni minerali come ferro, potassio, magnesio e calcio e zucchero bianco non contiene nessuno di esso. Tuttavia, questi minerali sono presenti in quantità così ridotta che non rende lo zucchero di canna migliore della varietà di zucchero bianco.

Inizialmente lo zucchero da canna non era usato in gastronomia ma principalmente come medicina con funzioni lassative ed in Europa ebbe un altissimo costo trattandosi di merce di importazione.

Le ricette di dolciumi che facevano nell’antica Grecia e Roma, non sarebbero gradite al nostro gusto per la composizione in cui univano agli alimenti tradizionali, quali miele e farina, anche altri piuttosto strani quali: formaggi, o cervellini di animali ridotti in poltiglia.

Nell’alto medioevo l’arte dolciaria era del tutto ignorata tranne alcune eccezioni nei conventi delle monache che mantennero viva la tradizione dei biscotti e pasticcini.

Fu l’espansione degli arabi in Europa che, insieme ad elementi culturali di altro genere, diffusero anche le perfezionate conoscenze gastronomiche che li distinsero. e tra queste tutta una nuova concezione dell’arte dolciaria.

La cuoca pigra e ottusa il forno sempre accusa (Frate indovino)